martedì 23 febbraio 2010

Sleeper- Il Dormiglione di Woody Allen


Miles Monroe (Woody Allen) si risveglia nel 2173 dopo essere rimasto ibernato per 200 anni in seguito a un intervento di ulcera. Gli scienziati che lo scongelano lo coinvolgono nella lotta ribelle contro il governo del Grande Leader e il misterioso ‘piano Ires’. Tutto si complica con l’incontro della poetessa Luna (una bellissima Diane Keaton) e il suo smascheramento. Al suo quarto film da regista Allen ormai padroneggia moltissime tecniche comiche visive, cita e reinventa i maestri (Keaton, Chaplin, i fratelli Marx) sfruttando la propria fisicità e dà vita a una spassosissima parodia del genere fantascientifico. Ritroviamo i topoi di molti classici: il viaggio nel tempo, l’incubo politico orwelliano, l’annullamento della memoria collettiva, l’alieno, l’ossessione tecnologica; ogni elemento passato attraverso la sensibilità e l’irriverenza di Woody; ad esempio, la musica jazz (composta e suonata dal suo gruppo, i Ragtime Rascals) genera straniamento e rende il clima farsesco. In particolare è il rapporto con la tecnologia a essere centrale; la società che vediamo sembra avere eliminato ogni imperfezione umana (il piacere si raggiunge con l’orgasmatic) e regnano il conformismo e l’apatia. L’’alieno’ pasticcione, nevrotico e che non si fida di nessuno smaschera le nostre ossessioni e debolezze con la grande forza della satira che sta soprattutto nel farci sentire fratelli nella debolezza e nella sfortuna cosmica, con le sole due certezze possibili: ‘sesso e decesso’.
Stefano Trombetta

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